Quote ereditarie: come non sbagliare!

Gli errori che si possono commettere quando si redige un testamento olografo non sono così rari o così pochi come si possa pensare. E per quanto, a volte, si può parlare semplicemente di errore o svista, questo può portare all’impugnazione del testamento.

Prima di tutto dobbiamo specificare che il testamento olografo è una forma testamentaria disciplinata dall’Art. 602 del codice civile, il quale afferma che un testamento deve essere interamente ed esclusivamente scritto a mano, datato e sottoscritto dal testatore che non è obbligato ad avvalersi di un notaio per la sua redazione e successiva conservazione.

A differenza di una normale dichiarazione di successione, in cui gli eredi sono solo parenti in linea diretta o legatari, in caso di testamento, la persona può disporre di quota disponibile, di una parte del proprio patrimonio a suo piacimento, senza alcun obbligo di parentela, oltre alla quota di legittima.

Nel redigere un testamento olografo, occorre, quindi, stare attenti a rispettare l’entità delle quote di legittima e delle quote disponibili in considerazione della concorrenza tra figli, coniuge ed ascendenti nelle giuste proporzioni:

  • in assenza di coniuge e in presenza di un solo figlio, la quota disponibile equivale a metà del patrimonio;
  • in presenza del coniuge e in assenza di figli e ascendenti, la quota disponibile equivale a metà del patrimonio;
  • in assenza di coniuge e in presenza di più figli, la quota disponibile equivale ad un terzo del patrimonio, mentre i restanti due terzi sono stati divisi in parti uguali tra i figli;
  • in presenza di un figlio e coniuge, la quota disponibile equivale a 1/3;
  • in presenza di più figli e coniuge, la quota disponibile equivale a 1/4 (1/4 al coniuge e metà del patrimonio ai figli da dividersi in parti uguali);
  • in assenza di figli e coniuge e consoli ascendenti (per la quota di 1/3), la quota disponibile equivale a 2/3;
  • in assenza di figli e in presenza di coniuge, a cui spetta la metà del patrimonio, e ascendenti, a cui spetta la quota di 1/4, la quota disponibile equivale ad 1/4;
  • al coniuge superstite sono riservati, anche quando concorre con altri chiamati, i diritti di abitazione sulla casa di residenza familiare e l’uso dei mobili che la corredano.

Ovviamente, è necessario specificare, che la quota disponibile può essere devoluta non solo ad una persona che non rientra tra gli eredi legittimari, ma essa può anche essere devoluta al coniuge, ad un figlio o ad un ascendente, che si va ad aggiungere alla quota di legittima dell’erede.

È proprio a causa di questa divisione categorica di quote per gli eredi, che, all’apertura del testamento, molti di questi vengono impugnati dagli eredi stessi per vizi di forma o divisioni non regolari. E certo non è facile per una persona calcolare perfettamente il proprio patrimonio in modo da non incorrere in queste problematiche.

Facciamo un esempio:

Alla sua morte, Giovanni lascia ai due figli, Matteo e Alessandro, tre immobili. Il primo, che eredita Matteo, è un appartamento ubicato a Roma nel quartiere Parioli. Il secondo, che eredita Alessandro, è un appartamento a Ostia. Il terzo, che eredita nuovamente Matteo, è un appartamento in pieno centro a Milano.

Inizialmente si potrebbe pensare che il padre ha rispettato perfettamente le quote di legittima e la quota disponibile del proprio patrimonio; ma, come si può notare, c’è una profonda discrepanza tra i due appartamenti ereditati da Matteo e l’appartamento ereditato da Alessandro. È lapalissiano che un appartamento ai Parioli e uno a Milano, per quanto magari anche piccoli possono essere, valgono di più, da un punto di vista catastale, rispetto ad un appartamento ad Ostia.

Non è, quindi, solo un fattore numerico di immobili, ma una completa valutazione catastale ed economica dell’immobile. I valori catastali degli immobili lasciati in eredità hanno delle profonde discrepanze tra loro che quindi porterebbe Alessandro ad impugnare il testamento contro il proprio fratello.

Da anni ormai, è prassi, per tutti coloro che dispongono di un ampio patrimonio e di diversi eredi, rivolgersi a professionisti per una corretta valutazione e divisione, per evitare che in futuro si vada incontro a annullamenti e cause tra i propri familiari. Ma non solo: con una valutazione corretta, è anche possibile procedere ad una divisione dei beni mobili ed immobili, evitando anche ulteriori e sostanziosi pagamenti di tasse, sanzioni, debiti, ecc.

Pubblicato da Gabriella Ciccopiedi

Giornalista pubblicista, Rappresentante di Interessi alla Camera dei Deputati, copywriter e Social Media Manager, collabora con diverse testate giornalistiche, locali e nazionali, e come consulente politico in comitati elettorali.

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